LA
TOPONOMASTICA STORICA DEL COMUNE DI MOLVENA
tratto
da "QUADERNI STORICI 2" - Dionigi Rizzolo - Novembre 2002
- A cura dell'Amministrazione Comunale di Molvena
Le
vicende secolari di ogni paese e <...> dell'ampio territorio
compreso nell'antico comune di Molvena, lasciano sempre nel lungo
corso degli anni una complessa serie di testimonianze: sono le
fonti scritte conservate negli archivi, gli insediamenti abitativi,
le caratteristiche del paesaggio agrario, i resti di antichi manufatti
e, non ultimi, i nomi dei luoghi.
Ogni comunità si aggrappa al luogo in cui è destinata
a vivere anzitutto denominandolo: un luogo che non abbia il proprio
nome è quasi inesistente, è fuori dal circuito dell'azione
umana.
L'uomo infatti ha bisogno di definire e delimitare lo spazio in
cui opera coprendolo, quasi, con un nome, con lo scopo di fissare
nel tempo e rendere a tutti noti la natura, la dimensione e i
confini che lo caratterizzano.
Spinte da questo bisogno, le comunità del territorio pedemontano,
collinare e montano di Molvena e di Mure crearono, a partire dal
Mille e in parte anche da prima, una serie sempre più ampia
e articolata di nomi di luogo, quasi sempre microtoponimi, man
mano che prosciugavano le paludi e abbattevano i boschi per formare
nuovi poderi agricoli e insediamenti abitativi sparsi.
Ogni campo, bosco, colle, ogni sentiero e contrada, i ruscelli,
le sorgenti e tutti gli altri significativi aspetti del paesaggio
ebbero gradualmente un nome che li individuava e li circoscriveva.
La denominazione aveva spesso un valore ufficiale, indicava la
proprietà, sia pubblica che privata, e veniva perciò
trascritta nei registri degli estimi catastali, periodicamente
compilati e aggiornati, per fini fiscali, dai comuni.
Nel creare spontaneamente un nome per riferirlo a un luogo, l'uomo
del villaggio agricolo spesso lo fotografava con le parole, secondo
il proprio particolare modo di vedere le cose, rivelandone nella
scelta la mentalità del proprio tempo e l'intimo rapporto
psicologico che egli aveva col proprio ambiente: un rapporto quasi
sempre realistico, di tipo oggettivo, che a noi oggi pare esaurirsi
esclusivamente nelle cose della natura, le quali sembrano vissute
come incombenti e totalizzanti, senza abbandoni a fantasie e miti,
che infatti non traspaiono nei toponimi.
Questi si riferiscono soltanto alla dura realtà della conformazione
del suolo, alle opere umane per cambiarlo e migliorarlo, a parziali
aspetti del mondo vegetale e animale vitali per la sopravvivenza,
alla realtà umana dei nomi e dei soprannomi. I toponimi
rivelano un'immersione nelle cose che sembra totale, apparentemente
quasi senz'anima.
Al momento di creare il nome di un luogo, inoltre, la comunità
contadina usava lo strumento linguistico del proprio tempo, quello
che essa quotidianamente utilizzava e che, per l'isolamento in
cui viveva, era spesso impregnato di caratteri arcaici.
Dai primi documenti, che risalgono al 1025, 1189, 1262, emergono
toponimi ancora formulati in un latino molto tardo e disarticolato,
o in un veneto antico altrettanto incerto.
Nel corso dei secoli l'evoluzione delle loro forme linguistiche
si accompagna e segue lo stesso sviluppo e la formalizzazione
del dialetto veneto e della lingua italiana. Essi si fanno perciò
più trasparenti nel significato, man mano che la loro nascita
si avvicina al nostro tempo. Ma quelli più antichi sono
quasi sempre chiusi a una immediata comprensione, come fossili
linguistici che racchiudono e nascondono l'originario significato,
al quale è possibile accedere soltanto con un paziente
lavoro di interpretazione e comparazione linguistica e a volte
con un largo margine di incertezza.
<...>
Quello
antico di Molvena fu un territorio assai più vasto dell'attuale.
Quando, nei primi secoli dopo il Mille, vennero lentamente bonificate
le paludi della pianura antistante le colline di Molvena, furono
con ogni probabilità gli abitanti degli antichi villaggi
collinari a mettere a coltura i terreni recuperati; sicché
tutto il territorio dell'attuale frazione di Villaraspa, oggi
appartenente al comune di Mason, fece parte per molti secoli,
fino al 1889, del comune di Molvena.
Anche la montagna sovrastante le colline molvenesi, quella di
San Luca, fu nel versante meridionale e occidentale disboscata
e messa a coltura in buona parte dagli abitanti dei medesimi villaggi,
a partire dallo stesso lontano periodo medioevale. Anch'essa appartenne
perciò, dopo esere stata dominio feudale della famiglia
signorile dei Pedaola, al comune di Molvena, che vi ebbe per molti
secoli ampie proprietà demaniali, fino al distacco avvenuto
nel 1797 con la formazione del comune di San Luca.
Gli estimi dei comuni di Molvena e di Mure inclusero fino alla
caduta della repubblica di venezia, nel 1797, tutti i toponimi
delle località comprese nel rispettivo territorio, quelli
della pianura, delle colline, della montagna, tutti ugualmente
legati alle vicende delle due comunità.
<...>
Il ricchissimo patrimonio dei nomi di luogo creato in tanti secoli
sta rapidamente scomparendo. Molti furono già perduti in
passato, fin dal Medioevo. Altri ebbero una vita incredibilmente
lunga e arrivarono fino a noi. Gran parte di essi sta cadendo
in un inarrestabile oblio, alcuni vivi soltanto nel ricordo delle
generazioni anziane, altri conservati dalla memoria comune e dalla
toponomastica ufficiale, non si sa però ancora per quanto
tempo.
Ma nella maggioranza i microtoponimi sono definitivamente perduti,
vittime della grande rivoluzione socio-industriale dell'ultimo
quarantennio e della conseguente scomparsa della millenaria civiltà
contadina.
ALCUNI
TOPONIMI