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ASPETTI
DEL TERRITORIO E VITA RURALE NEI COMUNI DI MOLVENA E MURE NEGLI
"ATTI PREPARATORI" DEL CATASTO AUSTRIACO (1826)
tratto da "QUADERNI STORICI 1" - Dicembre 1990 - A cura
dell'Amministrazione Comunale di Molvena
a cura di Giovanni Nicolli
COMPARTIMENTO
AGRARIO DEI TERRENI
Distribuzione
e possesso della terra. Forme di conduzione. Decime, quartesi ed
altri oneri.
Il
frazionamento della proprietà appare molto forte, specie
nella zona collinare, dove prevalevano i piccoli poderi, riuniti
per lo più in un solo corpo.
A
Molvena, i più estesi contavano circa 15-20 campi che trovandosi
in pendio erano per lo più coltivati a "prato vitato
arborato".
In
piano "le possessioni sono tutte aratorie... in generale
sono al più di 30 o 40 campi, compresivi circa due campi
di prato e uno di pascolo a sollievo del bestiame".
A
Mure i terreni agrari erano "compartiti in piccoli poderi
perché tutti possidenti di due, quattro, dieci campi, tranne
pochissimi di quindici e venti e nessuno maggiore di trenta, e questi
sortati, cioè arativi, prativi, boschivi e uniti la maggior
parte in un sol corpo...".
Oltre
alla conduzione diretta del fondo da parte del piccolo proprietario
o in economia se si trattava di una proprietà consistente,
era piuttosto diffusa nella fascia collinare pedemontana la mezzadria,
con quote diverse nella "partizione" dei prodotti
a seconda se si trattava di terreni in piano o in collina e a seconda
dei generi stessi. Non mancavano altre forme di locazione, come
l'affitto in denaro, che tuttavia in quegli anni andava scomparendo
"per la viltà dei prezzi dei generi". Nel
caso di qualche fondo affittato a denaro, il contratto era "a
fuoco a fiamma senza alcun ristoro in qualunque sia caso... Se v'ha
decima sul fondo, resta a carico dell'affittuale... Oltre al fitto
a danaro, soglionsi pagare delle onoranze. Se si trattasse d'una
affittanza dai 8 ai 10 campi si contribuiscono sei in otto capponi
valutabili una lira austriaca cadauno. Se poi si trattasse dai 30
ai 40 campi l'ordinaria onoranza è di libbre grosse 100 di
carne porcina valutabili a L. 28.00 austriache e di 8 in 10 capponi
del valore come sopra".
Onere
non trascurabile, in tempi così grami, costituivano le decime
ecclesiastiche, che gravavano su 155 campi del comune di Molvena
nei riguardi de "li due parrochi di Molvena e di Pianezze...
La quota che si corrisponde è dell'uno sopra dieci
sull'uva, frumento, sorgoturco, fieno nonché trifogli...".
A
Mure solo dieci campi sono soggetti a decima, che viene corrisposta
sui cereali, l'uva e il fieno; tutto il territorio comunale "è
per consuetudine aggravato dal peso delle questue sopra la biada
e uva a beneficio del Parroco, della Chiesa Parrocchiale e del Cappellano...".
A
Molvena le questue "ogni anno si fanno di uva, frumento,
sorgo per oggetti di culto delle tre chiese che trovansi nel comune,
cioè di Molvena, Villa e Villaraspa, e dal Parroco stesso
e Cappellano, di Villaraspa per sé medesimi, nonché
dai campanari e sagrestani delle chiese stesse". Le offerte
per le questue vengono peraltro fatte "a piacer dei proprietarj".
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