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ASPETTI
DEL TERRITORIO E VITA RURALE NEI COMUNI DI MOLVENA E MURE NEGLI
"ATTI PREPARATORI" DEL CATASTO AUSTRIACO (1826)
tratto da "QUADERNI STORICI 1" - Dicembre 1990 - A cura
dell'Amministrazione Comunale di Molvena
a cura di Giovanni Nicolli
IL
TERRITORIO - Le acque
E'
questo un punto su cui le delegazioni si dilungano considerevolmente,
soffermandosi a descrivere i due corsi d'acqua principali del territorio,
il Valderio per Molvena e il Laverda per Mure.
"Un solo torrente denominato Valderio passa pel Comune,
formato da piccole valli e da qualche esile sorgente. Il suo corso
siccome discendente dal monte è rapido, e porta seco macigni
sassi e terra; non apporta però alcuna espansione o ristagno
d'acqua. Quando sta per uscire dalla collina scorre incassato sotto
il piano degli adiacenti terreni; prolungandosi poi nel piano, il
suo alveo vi è alquanto superiore ed è contenuto da
muri a secco e da argini di terra; scorre infine nel basso della
pianura infossato fra campi. Da esso torrente si estrae l'acqua
per l'andamento di 7 mulini di macina di grano. Qualche prato limitrofo
approffitta dell'irrigazione. Le sue torbide non sono considerate
di certo vantaggio, essendo la terra ch'esso depone mista di ghiaie
ed essa medesima argillosa. Le acque non sono cattive e servono
oltre l'uso già detto dei mulini, a beveraggio del bestiame
e degli usi domestici. L'uso di essa non è regolato da nessuna
legge ma peraltro quelle che animano i mulini diconsi dipendenti
da investiture antiche della cessata Repubblica Veneta senza veruna
corresponsione. Di rado il detto torrente cagiona danni di rimarco
in grazia della vigile attenzione dei frontisti per la manutenzione
de' muri a secco, e degli argini a tutte loro spese...".
Nel comune di Mure "un torrente scorre sul confine del territorio
chiamato Laverda. Ha il corso alquanto rapido e declivioso; porta
seco grosse pietre, macigni, ghiaia sabbia e fango... L'estensione
è di un miglio e mezzo circa. L'acqua è moderata anche
in tempo invernale... Per tutto il territorio scorre in alveo naturale
incassato fra il terreno e in parte sussidiato da argini per essere
il fondo più elevato dei addiacenti terreni. Da detto torrente
viene estratta una quantità d'acqua per l'andamento di otto
poste da molino composte da dieciotto ruote".
Riguardo a Molvena, troviamo nominate anche alcune sorgenti: la
Tilia e il Bifoccio "che scaturiscono dal monte nella collina"
e la mitica Peóla "che sorte nel piano".
"Tosto sotto il colle servono alla irrigazione di qualche
prato annesso, al bestiame, all'uomo. Trovansi altresì delle
altre fonti per solo uso dell'uomo. In generale sono acque buone".
Anche a Mure "le acque servienti agl'usi domestici e dei
bestiami sono acque derivanti da piccoli sorgenti e buone senza
difetti".
Mentre nel comune di Mure "niuna lavina producono le acque
dei monti", a Molvena "in occasione di piogge dirotte
le acque libere del monte producono spesse volte delle lavine e
de' smottamenti dannosissimi, e ciò in causa specialmente
de' grandi svegramenti praticati negli anni 1816 e 1817 di carestia...".
Non esistono, nei territori di entrambi i comuni, né paludi
né acque stagnanti.
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